Pellet: come scegliere la migliore qualità

Pellet: come scegliere la migliore qualità

I pellets garantiscono elevatissimo rendimento calorico, occupano molto meno spazio della legna e sono di semplice reperibilità ad un prezzo conveniente. Per questo motivo stanno trovando sempre più spazio nel mondo del riscaldamento.

Come riconoscere e scegliere un pellet di qualità?

Controlla sempre le seguenti caratteristiche quando scegli un pellet:

  1. tipo di legna (meglio quercia, pino, abete, faggio castagno, betulla, frassino);
  2. il potere calorifico (Kcal/Kg ); Il valore dovrebbe aggirarsi su un range di 4600-5400 Kcal/kg.
  3. i residui che lascia in termini di polveri e cenere: meno sono, più pregiato sarà il prodotto scelto (il valore deve comunque essere minore dell'1%);
  4. la misura del pellet (dovrebbe aggirarsi tra 6 mm ed 8 mm di diametro per una migliore e completa combustione);
  5. l'umidità (ottimale intorno al 8%);
  6. la certificazione ENplus® A1*;
  7. la provenienza (meglio se Canadese o Austriaco).

    Così e solo così, otterrai con la tua stufa a pellet il modo più economico, sicuro, rinnovabile, veloce, ad impatto zero in termini di Co2, tutto il calore pulito che desideri per la tua casa.

    Colore del Pellet

    Un pellet di qualità deve avere un colore specifico? E' meglio il pellet chiaro o il pellet scuro? In linea di massima si può affermare che non c'è una corrispondenza diretta tra colore e qualità del pellet. E' corretto ricordare però che un pellet ricavato da abete sarà più chiaro di un pellet ricavato da legno di faggio. Inoltre è da tenere da presente che il tipo di macchinario utilizzato per la produzione del pellet può incidere sul colore stesso. Tutto ciò premesso possiamo affermare che il colore non è una discriminante nella scelta del pellet di qualità

    Classi del pellet

    Dal 2011, la norma europea *UNI EN 14961-2 efinisce le caratteristiche di qualità del pellet. LA pubblicazione di tale norma permette di classificare i pellet in tre classi di qualità:

    • Classe A1: pellet derivante da legna vergine o da residui legnosi non trattati chimicamente – Qualità A+++
    • Classe A2: pellet derivante da legna vergine o da residui legnosi non trattati chimicamente – Qualità A e A/B
    • Classe B: derivante da legna e dalla lavorazione della legna consentendo anche l’utilizzo di residui legnosi trattati chimicamente – Qualità B/C e C e di norma usato per una combustione non domestica

    Residui e consistenza del pellet di qualità

    Per essere certi che non siano stati utilizzati agenti nocivi o solventi che possono rovinare con l'uso la vostra stufa, provate con il test dell'olfatto del pellet: se l'odore è quello simile al legno truciolare il pellet sarà probabilmente di scarsa o bassa qualità; potrebbero essere stati utilizzati troppi leganti per la sua produzione Essi oltre a rovinare e a sporcare la vostra stufa e canna fumaria, talvolta risultano nocivi per l'uomo e l'ambiente. 

    Oltre a questa prova e se l'olfatto non fosse il vostro forte, allora vi consigliamo di immergere per pochi secondi alcuni grani di pellet nell'acqua. Una volta bagnati provate a sfaldare il pellet: se risultasse resistente allo sfregamento e non si sfaldasse con facilità sarete in presenza ad un pellet con troppi leganti e quindi di scarsa qualità. Badate bene che il pellet di qualità comunque non si sfalda in maniera immediata: un pellet troppo morbido darebbe comunque problemi alla sua combustione lasciando una dose eccessiva di residui in canna fumaria rendendo necessari vari interventi in corso della stagione.

    Badate a controllare che nella confezione o nel sacco vendutovi non risultino all'interno polveri di legno: sarebbe un segnale della poca qualità del materiale che vi appropinquate ad acquistare. In un sacco da 15 kg la quantità di residuo massimo consentito per un pellet di qualità non superi l' 1% del peso.